domenica 8 marzo 2026

8 MARZO - MUJER

🌾8 MARZO 🌾

Quando penso alla donna nella storia dell’umanità, sento nascere dentro di me un sentimento di gratitudine profonda. La immagino come una radice silenziosa che attraversa i secoli: spesso nascosta sotto la superficie della storia ufficiale, eppure indispensabile per far crescere l’albero della civiltà.

La donna ha custodito la vita quando il mondo era fragile. Ha insegnato a parlare, a camminare, a sperare. Nelle sue mani si è formata la prima scuola dell’umanità: la casa, il grembo, l’abbraccio. In lei convivono una forza discreta e una sensibilità luminosa, capace di percepire ciò che spesso sfugge allo sguardo frettoloso del mondo.
Io credo che il valore della donna non risieda nel voler somigliare all’uomo, ma nella sua meravigliosa diversità. Uomo e donna sono due voci diverse della stessa musica. Quando imparano ad ascoltarsi, nasce una sinergia creativa, produttiva, capace di costruire famiglie, comunità e società più umane. Non competizione, ma incontro. Non opposizione, ma crescita reciproca.

Nella storia non sono mancate donne coraggiose che hanno saputo alzare la voce quando il silenzio diventava ingiustizia. Donne che hanno lottato per diritti fondamentali, per l’istruzione, per la dignità, per la libertà di essere ascoltate e riconosciute. Il loro coraggio ha aperto strade che oggi percorriamo quasi senza accorgercene.

E penso anche alle donne che hanno affrontato battaglie più silenziose ma altrettanto eroiche: quelle che hanno trovato la forza di uscire dalla violenza domestica, di ricostruire la propria vita dopo la paura, di proteggere se stesse e i propri figli. In quelle scelte c’è una forma di coraggio che merita rispetto profondo. Nessuna donna dovrebbe mai sentirsi sola o senza valore.

Per questo sento forte un pensiero: la donna deve essere rispettata. Sempre. Non solo celebrata in un giorno, ma riconosciuta ogni giorno nella sua dignità, nella sua intelligenza, nella sua sensibilità e nella sua capacità di generare vita, idee, relazioni e futuro.
Io guardo alle donne con riconoscenza. Senza di loro il mondo sarebbe più povero, più freddo, più fragile.

A tutte le donne desidero dire questo, dal profondo del cuore: continuate a custodire la vostra forza gentile, la vostra capacità di far crescere la vita attorno a voi. Che possiate camminare sempre con dignità, rispetto e serenità, sapendo che il vostro valore è immenso e necessario al cammino dell’umanità.

Il mio augurio più sincero è che ogni donna possa sentirsi libera, rispettata e amata per ciò che è, oggi e sempre. 🌷✨

©hebemunoz
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#8M #donna #mujer #giornatainternazionaledelladonna 
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domenica 8 febbraio 2026

PECES AL SOL / PESCI AL SOLE

Dentro del fulgor

del acuerdo secreto
entre el agua y el astro

nadan los peces al sol

pensamientos que flotan
en la sustancia del mundo

entre territorios de luz
que los rozan

con una humedad antigua

conservandoles la memoria
de los labios

Tus besos son arena

son resplandor
son la huella luminosa
del mar en la piel

ese entramado delicado

membrana de existencia

aprendiendo a transformarse en branquias

para sostener el aire

Respiramos
boca contra boca

dos conciencias
intercambiando claridad
bajo un mismo océano interior

El sol intuye
los toca
abre el milagro
altera el orden
convierte el tiempo
en una columna de luz
que desciende
a los abismos del alma
para nutrirlos

es así  

como se disuelven las tristezas

para que quien llore

sea el cielo

Los peces 
flotando en la superficie del fuego
son tornasoles de sus rayos

en cambio yo

criatura que abandona
la vastedad


emergo de lo hondo


para descansar en tus manos

que son totalidad


Entre el agua y el sol
mis peces se mecen


impulsan tu océano


fundan espacio
en este amor
de dos presencias
que se reconocen

Pensamientos vivos


latidos visibles


peces 


al sol


PESCI AL SOLE

Dentro il fulgore
dell’accordo segreto
tra l’acqua e l’astro

nuotano i pesci al sole

pensieri che galleggiano
nella sostanza del mondo

territori di luce
li sfiorano
con un’umidità antica
conservandone la memoria
delle labbra

I tuoi baci sono sabbia
sono splendore
sono l’impronta luminosa
del mare sulla pelle

Questo intreccio delicato
membrana dell’esistenza
impara a trasformarsi in branchie
per sostenere l’aria

Respiriamo
bocca contro bocca
due coscienze
che si scambiano chiarezza
sotto un medesimo oceano interiore

Il sole intuisce
li tocca
apre il miracolo
altera l’ordine
trasforma il tempo
in una colonna di luce
che discende
negli abissi dell’anima
per nutrirli

È così 

come si dissolvono le tristezze

perché chi pianga

sia il cielo

I pesci galleggiano 
sulla superficie del fuoco
tirnasoli dei suoi raggi


invece io

creatura che abbandona
la vastità

emergo dal profondo

per riposare nelle tue mani

che sono totalità 

Tra l’acqua e il sole
i miei pesci ondeggiano


spingono il tuo oceano


fondano spazio
in questo amore
di due presenze
che si riconoscono

Pensieri vivi


battiti visibili


pesci 

al sole

©Hebe Munoz


lunedì 26 gennaio 2026

TU CHE HAI SEPOLTO LA MEMORIA PIÙ ALTA

Tu che ti laceri le vesti 
in un rito vuoto
che ti strappi i capelli dalla testa
e spalanchi gli occhi fino a farne crepe
urlando nelle piazze

fuso a cori confusi

invocando il diritto dei Paesi
quale fosse un dio 
da invocare quando ti conviene

Tu che proteggi l’indifendibile

che accarezzi l’abisso 
chiamandolo necessità

che rivesti l’immorale di parole pulite
per non sentire l’odore della colpa

Tu che hai sepolto la memoria più alta

dove sopra ogni immaginabile potere 
ogni strategia
ogni paura
vivono i Diritti dell'Uuomo

inermi e assoluti

e che violarli ancora e ancora
è crimine che 
il tempo rifiuta di perdonare

sempre

Tu
tiepido fino alle ossa

che giri la schiena 
come si chiude una porta

che ti assolvi con un viscido nonèaffarmio
mentre l’orrore fa casa nel mondo
e il sangue chiede testimoni

Ora nega
se puoi

nega il dolore 
che non trova riposo

le ferite 
che non imparano a chiudersi

le vite incise sulla carne viva

le urla trattenute 
dietro palpebre serrate

il terrore che si specchia 
negli occhi aperti di chi resta

E se ancora insisti 
se continui a scalare gli specchi dell’alibi e
a masticare parole ereditate
ripetute e mai pensate 

allora tu
abbi tu il coraggio 
della verità nuda

Dì che ne sei immerso fino al collo
che le tue mani non sono estranee

oppure confessa 

che il tuo cuore
batte a intermittenza

che non sai guardare 
oltre le mura strette della tua anima 

Ammesso che tu 
abbia avuto cura 

di conservarne una

©hebemunoz2026
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#HebeMunoz #impressioniecertezze #poesia #cultura #dirittiumani

venerdì 3 ottobre 2025

DIGAMOS QUE...

"Digamos que no tiene comienzo el mar 
Empieza donde lo hallas por vez primera 
y te sale al encuentro por todas partes".  

"Mar eterno", José Emilio Pacheco

Diciamo che il cielo non ha limiti
che si perde negli occhi 

quando lo guardi per davvero
per la prima volta

e poi 

quello stesso cielo

ti stringe forte 

come un abbraccio atteso

Diciamo che tutto ciò che 
avevi dato per perso 

per quanto sogno bambino

un giorno bussa alla porta
e il tuo cuore 

apre e riceve 

Mettiamo che ti svegli una mattina e
ritrovi te stesso 

quello di cui ti eri scordato

forse ieri o l'altro ieri di anni fa

ancora sorridente quale perle al sole

per poi scoprire che lui 
è sempre stato lì a guardarti

Diciamo ch'è stato un disguido 
il fatto che non hai più sognato
dando per certo 
che non avevi il diritto di farlo

©hebemunoz

domenica 21 settembre 2025

ALLA LUCE DI UNA PREGHIERA

Anche il cielo ha
i suoi giorni 
di nostalgie varie
dov'è il sorriso è 
una sottile linea 
sull'orizzonte della speranza

Con questo piccolo bagliore
strappa le ore 

va avanti

Umano è il conflitto 
divina è la Pace
inseguirla è la saggezza 
di chi ama il cielo

©Hebe Munoz 
Ore sei di questo giorno di settembre alla luce di una preghiera.

venerdì 5 settembre 2025

ATTENDO


Attendo in silenzio
il sospiro stanco della notte 
dopo aver consumato 
ogni geometrica luce del giorno

Attendo la resa 
del dolore impotente
davanti alla gioia 
che riprende il fiato 

gioia che guarda 
dritto negli occhi
mentre a bocca chiusa 
racconta dell' inesprimibile fatto che

una volta girato l'angolo del buio

il bagliore si trasforma
in schegge taglienti delle ombre

fratturato policromato 

ferito però in piedi

Attendo 

da sotto la pietra 

ora sopra la roccia 

una volta raggiunta la vetta
a mani nude

la promessa 
il miracolo

©HebeMunoz 





sabato 23 agosto 2025

DI QUALE MATERIA SONO FATTI I SOGNI

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita” (W. Shakespeare, La tempesta, atto IV, scena I)


Di quale materia sono fatti i sogni

Sono fatti forse del soffio d'aria 
tra le dita che si sfiorano
in un giro di sguardi

Forse si tratta dei colori 
che svolazzano 
da uno sguardo complice
che illumina i boschi sul lago

Ho visto sogni avverarsi
perché  a quattro mani
figurano il quotidiano
con la saggezza della allegria 
del sapersi tenere il passo

Sono questi i sogni 
fatti di una materia tangibile 
che profuma di caffè 
che sa di giro del mondo
per quanto amato fortemente in due

Alcuni di questi sogni
appartengono ad un vissuto 
che per quanto intenso
sono più vicini all'oggi che al ricordo

sono una macedonia di vita 
al palato del quotidiano

vivono negli oggetti 
che custodiscono 
gli angoli rotondi della casa
oggetti preziosi 
per le avventure che raccontano
con la sola muta presenza

I sogni

quelli grandi 
quelli inattesi 
quelli che si dicono impossibili
addirittura irraggiungibili

hanno un mano distesa
e ti invitano sempre

a ballare 

I sogni sono fatti 
della materia di Due
che hanno deciso 
di AMAR-SÌ,
in sogno
in verità 
e a colori

©HebeMunoz2025 
Dedicata
Lago d' Orta. Italia