venerdì 1 ottobre 2021

Addio caro maestro, nonno della tribù, fratello maggiore nella fede e nella poesia: Salvador Terneiro Díaz

Se un giorno parlo di uccelli
di luci, di viaggi, è perché sono stato giovane.
Se altre, di sete, di sussulti, dispiaceri, è perché sono vissuto in un paese lontano.

Se dico colibrì, caracas, cumaná, carora, maracay, è perché sono tornato nel mio paese e tutte le delizie fanno nido dentro di me e sono luminoso, felice, con un sole segreto in mezzo al petto che illumina di notte.
Se faccio silenzio, se passo i giorni, 
i mesi, le stagioni, senza dire nulla
è perché non esisto

Vapore o foschia o polverone
che il vento cancellò da una manata
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Poesia di Salvador Terneiro Díaz
Traduzione in italiano: Hebe Munoz. 

LA LUZ NUNCA NOS DEJA


Creo firmemente
en la Luz

la que nunca nos deja

aquella que se refleja
en los cristales acuosos
del llanto con el que se miran
las filigranas de nubes
en las noches más oscuras

creo que ella
salta los linderos de la desesperanza

y corre

corre lejos del país del desatino

donde la demencia colectiva

insiste en trazar mapas 

en delinear fronteras sobre las aguas

Por cuanto intangible y cierta
su naturaleza absoluta
es el cosmos infinito del alma

Creo

en su porfiada esencia libre

en la inminente capacidad
que tiene de caer

redonda como las cosas ciertas

oblicua y perpenticularmente

sobre la tozudez humana

hasta dejarla muda

de tanta hermosa locura

Aquello que

los vigilantes de las tinieblas

insisten en llamar
concienzuda razón del orden de las cosas

no son más
que inútiles cárceles
para el resplandor 
que solo tienen las almas auténticas

viajeras expertas
entre los barrotes
y las grietas
y los puños apretados

El credo de Vida
es fecundo manifiesto  
donde todo tiempo es perfecto

Fuera de las murallas
de la ciudad de la noche
de las calles del desconsuelo
de las tierras del fango

más allá de los párpados caídos
de los ángulos obtusos
de los músculos rígidos
del abismo de sueños

ilumina sin enceguecer
la escrupulosa verdad que siempre es

Yo creo que la Luz
nunca nos deja

nos basta solo habitar en ella

confiadamente desnudos

sin temor alguno a los desengaños

©hebemunoz

mercoledì 15 settembre 2021

Ad Hebe Munoz il XXI Trofeo Donna del Premio di Poesia Montegrotto Terme 2021

 

Ad Hebe Munoz il Trofeo Donna del Premio di Poesia Montegrotto Terme


La Giuria della IV Edizione del Premio Internazionale di Poesia Città di Montegrotto Terme 2021, composta da Prof. Francesco Salata (docente materie letterarie Licei ed Istituti tecnici commerciali), Prof. Adriano Smonker (storico, ricercatore e scrittore, Fondatore del «Wigwam Circolo Vecchioponte»), Rosanna Perozzo (Poetessa, Conduttrice radiofonica), Claudia Palombi (Attrice, Scrittrice, Teather Coach), e Lucia Rosso, dopo attenta analisi delle opere pervenute, ha reso reso nota la graduatoria conclusiva del Premio.

Opera Vincitrice del ventunesimo Trofeo Donna la Poetessa Italo Venezuelana Hebe Munoz con la Poesia «Sono fatta di tempo».


Questa la motivazione della Giuria: «Cos’è il tempo se non il movimento delle cose mutevoli che va dal passato al presente al futuro? Ed è quello che esattamente prova a dimostrarci questa lunga riflessione poetica sul significato della vita. Fatta di tempi pieni e di tempi vuoti, di ricordi e di sogni, di silenzi e di grida. In un susseguirsi continuo di certezze e di paure. Sempre protési, come dice l’ultimo verso di chiusura, in una “instancabile corsa verso la Luce”» – Adriano Smonker.


La Cerimonia di Premiazione si terrà a Montegrotto Terme (Padova) Sabato 25 Settembre 2021 alle ore 17,30. Saranno presenti, oltre alle Autorità dell’Amministrazione Comunale di Montegrotto, tutti i Membri della Giuria, il Presidente del Club degli Autori Adriana Montefameglio e la Titolare della Casa Editrice Montedit Antonella Montefameglio. 


Lei, la Poesia, ha vinto


SONO FATTA DI TEMPO

 

Sono fatta di tempo

di sguardi fissi sul mondo
di innumerevoli ricordi
di ore che trascorrono
tra un pensiero e una poesia

Tempo in apnea

nelle profondità buie di un grido sommerso

snodato nella gola di Aion

Sono fatta di tempo

Ho trovato la prova di questo

accovacciata nel grembo di un sorriso

a scatti sequenziali della memoria

Sono fatta di tempo

di ore vuote

sbadigli di sogni

di ore piene come un bacio mare

di ore attesa

come l'alba spero il giorno

Sono fatta di tempo

raccontato a singhiozzi
dalla voce del dolore

una volta chiuso il sipario

senza applausi per riempire il silenzio

Tempo sono

che vola basso
che passa lento

colato tra le mani della pazienza

Tempo aggrappato 
alle certezze sanguinanti

pur essendo vestito di paura

Sono

un insieme 
di tempo con e anche diviso

Porto in me

il tempo tunnel

l’instancabile corsa
verso la Luce

 

Hebe Munoz


NOTE:

- Articolo completohttps://www.francesconigri.it/trofeo-donna-montegrotto-terme/

 

Premio Letterario Internazionale di Poesia Città di Montegrotto Terme 2021

IV Edizione Ultimo aggiornamento: 07 Settembre 2021 : 


http://www.concorsiletterari.it/risultati-concorso,10725,Premio%20Letterario%20Internazionale%20di%20Poesia%20Citt%C3%A0%20di%20%20Montegrotto%20Terme%202021

*Aion: Da qui si sarebbe evoluto nella lingua greca il significato di «durata di una vita umana», quindi «durata di generazioni» per pervenire al concetto di «tempo non limitato, che scorre incessante», «eternità».









venerdì 27 agosto 2021

ESCUCHA




I

Abierta mi boca
mi garganta es 
jauría de los sonidos 
que emiten las cosas vivas
con sus verdades a gritos
escondidas en una pausa de silencio

II

Hablan los rostros
de mirada inmóvil 
detenidos en fotos amarillas
de una historia a colores
Instantáneas de familia
una madre
un padre
unos hijos
la niñez de dos
ahora dos en una misma sonrisa

III

El tono de la voz
que pertenece a un ancestro
con inflexión de vivencia
y acento de mundo
como huella digital de la escencia
impresa en el registro
de quien te sabe o te descubre

IV

Es una nota alta
el despuntar de sol

una armonía grave
una noche sin luna

charquitos de luz
el tip tap de las estrellas

V

Ensordece 

el dolor que habita 
tú a tú con la existencia

la hecatombe de una lágrima
desde la mirada rota de un niño

el cataclismo de un alma
sin destino ni horizonte

sorda

VI

Canta 

todo canta

Grita

todo grita

escucha

©hebemunoz















giovedì 26 agosto 2021

SAI DI CAMPO /// SABES A CAMPO

SAI DI CAMPO

Sai di campo e 
di sorgere del sole

Sulla tua pelle 
si posano i giorni
lasciandoti i segni del vissuto
come sorrisi sulle labbra
senza che nessuna ombra 
si faccia nuvola di tempesta

La neve sciolta 

che a volte 
abbraccia i rami 
della tua esistenza

cadde al tepore di un bacio
e germoglia la foglia tenera

culla delle farfalle

Dei tuoi capelli 

il vento 

fa vortici e ci gioca

portando via con sé
qualsiasi pensiero cupo

Si 

gioca con te

e ti piace tutta questa libertà

Sei un canto di ruscello che salta

svolazzi a gocce 

ti sposi con l'aria di ogni respiro

Un prato 
da camminare scalza

Un volo di libellula
da inseguire sino al cuore

Sai di bosco
 
dello splendore verde
di luce sconfiggendo luoghi nascosti
di muschio appena nato

di sottobosco sdraiato 
in un angolo di paradiso 
popolato di vita eterna

Sai
di tutto ciò 
che abita 
in quel che la pioggia 
strappa all'essere
 
la calma 

Accompagna il tuo sapore
il canto salvifico del ave 
al di sopra 
della solitudine rotta
 
confine ultimo delle paure

Sai profondamente
di profondo fiume 

dove navigano liberi
 
il cielo solo cielo

sassolini infanti 

stelle cadenti e supernove

sogni a galla 

Sai di campo

di tutte le notti 
della Luna in attesa 
del sempre sorgere del sole

©hebemunoz

SABES A CAMPO

Sabes a campo
y a surgir del sol

Sobre tu piel
se posan los días
dejándote las señales de lo vivido
como sonrisas sobre los labios
sin que ninguna sombra
se convierta en nube de tempestad

La nieve derretida

que a veces abraza
las ramas de tu existencia

cae al tepor de un beso

y brota la hoja tierna

cuna de las mariposas

De tus cabellos

el viento

hace vórtices y con ellos juega

Llevándose 
cualquier pensamiento sombrío


juega contigo
y te gusta toda esta libertad

Eres un canto de riachuelo
que salta

aleteas en gotas

te casas con el aire 
de cada respiración

Un prado
para caminarlo descalza

Un vuelo de libélula
para seguirlo hasta el corazón

Sabes a bosque
al resplandor verde

a luz venciendo 
lugares escondidos

a musgo recién nacido

a follaje acostado
en un ángulo de paraíso
poblado de vida eterna

Sabes a todo eso
que habita 
en aquello que la lluvia
le arranca al ser

la calma

Acompaña tu sabor
el canto salvador del ave
por encima de la soledad rota

última frontera del miedo

Sabes profundamente
a profundo río

donde navegan libres

el cielo solo cielo

piedritas infantes

estrellas fugaces y supernovas

sueños flotantes

Sabes a campo

a todas las noches 
de la Luna en espera
del siempre surgir del sol

©hebemunoz

martedì 25 maggio 2021

HABITAR LA VIDA // ABITARE QUESTA VITA

Habitar esta vida

para contener 
el único paso por estas horas

ser brote  
rayo 
parpadeo de días
aliento

Habitar esta vida
habitar el poema
el verso libre
de la palabra silente

Habitar esta vida
de rosas y espinas
quedándose al sol
después de la lluvia

Habitar 

este soplo de belleza

como el rostro de la melancolìa girando sobre sí misma 

en medio de 
los cuatro puntos cardinales del tiempo

el ayer
el hoy
el devenir
el sueño

©hebemunoz
Imágen del Artista Moniz Toledo

(TRADUZIONE IN ITALIANO) 

Abitare questa vita

per contenere
l'unico passo attraverso di queste ore

Essere germoglio
raggio
battere di palpebre dei giorni

alito

Abitare questa vita
abitare il poema
il verso libero
della parola silente

Abitare questa vita
di rose e di spine
restando al sole 
dopo la pioggia

Abitare 

questo soffio di bellezza

come il viso della malinconia
girando su se stessa 

in mezzo
ai quattro punti cardinali  del tempo

l'ieri
l'oggi
il divenire
il sogno

©hebemunoz
Imágen del Artista Moniz Toledo

domenica 11 aprile 2021

CINCO SILENCIOS Y UN SONIDO

I

Hay una mudez sonora
en todos los silencios

son piedras rodando 
por las montañas del desconcierto

son 
el aletear de mariposas
que corta el viento 
de los pensamientos

son olas que se acuestan
en la playa del llanto

son las huellas de esa playa
y el mismo llanto en espuma

son el tren de una mirada
que se pierde 
en la lejanía del paisaje del alma
atravesando expedita 

los objetos del amor en flor

como colinas 

los objetos del desamor 

como túneles infinitos

II

Habla el espejo mudo

dice solo nubes de mí

soy intangible reflejo

un pez

III

El abrazo que llega desde lejos
trae consigo 
el aire
 
llega y no dice nada

se abandona completamente
a quien lo está esperando

lo llena de cielo

IV

En los labios cerrados

en su centro palpitante

habita la posibilidad 

de romperlo todo

de caminar descalzo 

la palabra habita
en una sala de espera

V

La ausencia
respira

VI

Se escucha en las costas

el trueno del mar 
la mordaza desatada
las cadenas rotas

la libertad 
que abre de golpe sus puertas

el canto 
el mismo canto

©hebemunoz
imágen ©CatrinWelz-Stein

















venerdì 2 aprile 2021

LIBERTÀ DI ESPRESSIONE /// LIBERTAD DE EXPRESIÓN


La prima notte
loro si avvicinano e prendono 
un fiore dal nostro giardino,
e non diciamo nulla.
La seconda notte
non si nascondono
più
calpestano i fiori
uccidono il nostro cane
e non diciamo nulla.
Sino a quando un giorno
il più fragile di loro
entra da solo a casa nostra,
ci ruba la luna e 
sapendo della nostra paura
ci strapa la voce dalla gola
e siccome non abbiamo detto nulla
ormai non possiamo dire nulla

Vladimir Vladimirovič Majakovskij
(1893-1930)
Traduzione di Hebe Munoz

giovedì 1 aprile 2021

TIERRA LIBRE

La Poesía es tierra libre
y el poeta 
es ciudadano de esa tierra

Por una boca de poeta 

que el tirano intente acallar

se abrirán miles de bocas
de otros poetas 

cual flores de campo 
semillas en brote
palomas blancas al viento

Por una pluma de poeta

que el tirano intente censurar

miles de plumas de otros poetas
surcarán fronteras cual saetas

La Libertad no es 
condicional ni cautelar 

cuando de la palabra poética se trata

pues en ella hay verdades
que ni bala ni mordaza
logran encarcelar

tiene alas

Que sepa el opresor

que la Poesía 
no se arrodilla ni hace pacto

que el poeta 
no traiciona a su nación de musas

que más allá 

de la carne y de la sangre
de las lágrimas y del miedo

el corazón corsario del poeta
cabalga las estesuras infinitas 
del Verbo

es puente inmortal del pensamiento

¿Quién osa detenerlo?

Que se entere el torturador

que ni arma ni tortura

han detenido jamás
a las hijas de Zeus

protectoras de las memorias
del canto de los poetas

Asesino de ideas
escucha bien

la Poesía es tierra libre
y el poeta 
es ciudadano de esa tierra

Necio

descalza tus pies
que es tierra sagrada

©hebemunoz

















domenica 21 febbraio 2021

ES BLANCO

Todo termina siendo blanco
en la degradez cromática
que lleva 
de la vida a la nieve

El acallarse 

de multitud de palabras en fila

transforma en silencios blancos 
toda espera

El azul oceánico 

contenido en las miradas fijas

inquieto se disuelve
en espuma de mar
cuando se acuesta en la orilla

o se abalanza 

sobre las rocas angulares
espectadoras de horizontes 

El verso último del poema

sobre el último centímetro 
de hoja de papel

se detiene

es un grano de sal
que sazona el alma
hambrienta de pureza

En cuanto al algodón de los besos

es blanco también 
cuando descansa 
sobre los labios entreabiertos 
de los amantes 

Observo
cómo camina el recuerdo olvidado

lento nupcial
vestido de blanco

dejando a su paso 
flores de manzanilla
calmando dolores ancestrales

humedeciendo 
la mitad de una sonrisa

Llegarán pues mis manos
a asir aquello que anhelo

Nívea es la ausencia
 
habitada 
por fantásmas transparentes 

del valle herido
por dónde fluye 

lechoso y vital

el amar posible

Velo de novia

inmarcesible 
sin mancha

es la cándida promesa

un blanco glacial
la preserva
por los siglos de los siglos

sin ser pronunciada

todos la llaman
amén

©hebemunoz








sabato 13 febbraio 2021

EL MAR Y LA PRINCESA

Estaba el mar 
ensimismado en sus olas

como la vida con sus horas

como todas las cosas 
con lo que les es suyo 
desde siempre

Un día

porque siempre hay ese 
un día

algo pasó

El mar 
llegó a la playa 
sobre los brazos de las olas
con el vaivén 
de las corrientes marinas

El mar traía 
cabellos de algas 
estrellas entre sus espumas
peces pequeños y 
granitos de sal

El mar 
que siempre ha sido
ese día
se sintió perdido

eufórico desde su fondo
hasta las crestas de sus olas

El sol se dió cuenta de esto
y lo vistió de luz

las gaviotas 

una a una 

se fueron posando en las rocas
como se posaban también
sus miradas 
de las aguas a la playa y otra vez

Hubo silencio

La Princesa
por la primera vez

sintió la humedad salobre
sobre sus labios

el mar entendió 
lo que significaba un beso

ella hundió sus dedos
en la arena

el mar tembló

caminó pausadamente sus pasos  
sobre la playa 
con sus pies desnudos 

el mar supo lo que eran 
las huellas en el alma

ella se inclinó 
y aceptó los dones

el mar conoció a la sonrisa

Ella se bañó en sus aguas

el mar aprendió a danzar

Y fué así
como ese un día
todo cambió

Esta es la historia 
de como el mar 
le besó los labios y los pies 
a la Princesa
y se consagró a ella

y de como la Princesa 
le cantó al mar
y se casó con él

Esta es la historia
de todas las princesas
y de ese mar que llevan por dentro

Esta es la historia 
de todos los mares
y de esa princesa que reina en ellos

©hebemunoz


domenica 7 febbraio 2021

MUDANZAS / TRASLOCHI

Los extranjeros no tenemos casa.

Vivimos siempre huyendo de algo
que nos impide permanecer
en un mismo lugar.

Tal vez buscamos, sin saberlo
un espacio que fue el nuestro
y que ha desaparecido para siempre.

Los extranjeros, tampoco hacemos
lumbre para un invierno entero.

Algunos dicen que los extranjeros
no somos gente. Y es verdad.

Somos ausencia.

© salvadortenreirodíaz

(Traduzione in italiano)

Gli stranieri non abbiamo casa.

Viviamo sempre fuggendo 
di qualcosa
che ci impedisce di rimanere
in uno stesso posto

Forse, cerchiamo senza saperlo
uno spazio che fu il nostro
e che è scomparso per sempre.

Gli stranieri, neanche
facciamo lume per un intero inverno.

Alcuni dicono che gli stranieri
non siamo gente. Ed è vero.

Siamo assenza.

©salvadortenreirodíaz
traducción en italiano: Hebe Munoz 

domenica 31 gennaio 2021

PEDAZOS

Se está cayendo a pedazos 

la ciudad de los techos rojos

Se caen a pedazos

las fuentes sin agua

las ganas distraídas

Por las calles
se arrastran 
pedazos de miradas

se arrastran sobre el suelo

suelo crater
suelo abismo

Cae la esperanza
desmaterializada 

etérea e intangibile

Es lo último que se ha perdido

En polvo fracturada 
la voz 
se cae también a pedazos

ni las boronas quedan

un reguero de recuerdos

Que desorden
Que impotencia

Me toca estar todo el día
juntando pedazos
para no perder 
la memoria de las cosas
que deberé mostrar 
en su tiempo
como punto de partida
a aquellos que les toque recomenzar
 
Guardo todo en palabras
y en fotografías.
 












CICLICO




Fiore che appasice
polline sparso nell'aria
frutto incipiente
semi sotterrati
Silencio
antesala delle primizie 
Vita

©Hebe Munoz

domenica 10 gennaio 2021

DE TERCIOPELO


De terciopelo es el cielo

cielado sobre las aguas

en cada espejo 

de pozo
de charquito de campo
de gota de rocío

que la mañana besa

De seda son tus ojos
que arropan cuando miran
acariciando mi desnudez

Son nastros de colores

los que envuelve las angustias
con palabras de viento

que salen de los acantilados 
de tu alma
cuando observo el mundo 
en una mudez contemplativa

casi sin regreso

La ciudad que se aquieta

todos los días 

como si todos fueran 
un día de fiesta

deja espacios desdoblados
a la música de los pájaros

Yo como Fridah te cielo

mientras que tú 
me llueves
perlas grises

para que primavere
cada poro 
y nazcan flores de mi prado
y abejas que liben
el elixir que verso en tu copa
hasta que rebose
sobre las aguas cieladas
del terciopelo 
de tu cielo cielado
desde donde se embellecen 
las ventanas abiertas
el olor del café colado
y el coro de esa canción
que repites silbando
por toda la casa
cómo si la semana
fueran siete domingos

de mañana 
de terciopelo besada

@hebemunoz