sabato 24 novembre 2018

EBBENE /// Y BIEN


È feroce la tua voce

una mano che colpisce
il centro abissale
delle mie paure

mani forbici
tagliando a pezzettini
ogni mio sogno

perforatrici delle cose belle

In quanto al buio

dove mi avevi rinchiusa

l'ho sconfitto

nonostante
il suo ingannevole impegno di
farmi credere
che riusciva a contenere
il mio dolore muto che
urlava dall'epicentro
del mio sguardo abbassato

Ritagli di luna piena
tramontata dietro le mie colline

è il resto che mi chiedi indietro

tu
padrone di niente

Ebbene

ti lascio le briciole di me

quelle briciole che
hai schiacciato
tra le tue dita

Tieni

ti lascio tutto il mio nulla

perchè quella
non sono io

non appartiene a me

è tuo

Ho riempito l'abisso

Pezzo a pezzo
ho rimesso insieme
sogno e albe nuove

Ho fatto luce nella notte

alzato gli occhi al giorno

Non una ma due
ora sono le lune delle mie colline

A me
il divenire colmo

A te
l'immutabile rovina
delle tue miserie

A te
l'ottenebramento immancabile
della morte ripetuta

A me
il bagliore della rinascita
in questo spettacolo di vita

©hebemunoz

(TRADUCCION EN ESPAÑOL)

Es feroz tu voz

una mano que golpea
el centro abismal
de mis miedos

manos tijeras
cortando en pedacitos
cada uno de mis sueños

Perforadoras de las cosas bellas

En cuanto a la oscuridad

donde me habías encerrado

la he vencido

no obstante
su engañoso empeño
de hacerme creer
que podía contener
mi dolor mudo
que gritaba desde el epicentro
de mi mirada baja

Retazos de luna llena
crepusculando detrás de mis colinas

es el resto
que me pides que te dé

tú dueño de nada

Y bien

te dejo las migajas de mí

esas migajas
que has aplastado con tus dedos

Toma

te dejo toda mi nada

porque esa no soy yo

no me pertenece

es tuya

He llenado el abismo

Pedazo a pedazo
he juntado
sueños y albas nuevas

He hecho luz en la noche

alzado los ojos al día

No una sino dos
ahora son las lunas
de mis colinas

A mí
el devenir colmo

A ti
la inmutable ruina
de tu miseria

A ti
el oscurecimiento inmancable
de la muerte repetida

A mí
el resplandor del renacer
en este espectáculo de vida

©hebemunoz

domenica 11 novembre 2018

BASSA MAREA

A te

che mi porti sempre
a guardare il mare
in mezzo alla calma
di cui si ha bisogno
nei giorni di tempesta

dove salmastro è il bacio
della brezza viandante
venuta da lontano
con il suo tocco soave

bacio grembo
di tutti i ricordi

iodato liquido
dello sguardo fisso nell'orizzonte

Vorrei strappare il grigio

a mani nude

per dare una finestra alla luce

afinché tu possa guardarmi
cromatica in un sorriso

Questi sono giorni duri
amore mio

So per certo
che le maree calanti dei tempi
sono
un soffio contenuto di luna
dentro la bocca del sole

ed è in mezzo
a questo moto ondoso trasversale

dove io cammino alla ricerca
di conchiglie rare
sulla spiaggia oceanica
dei cuori

A te

che segni le mie orme
e che ne conti i passi

che sostieni con cura
il secchiello insabbiato
dove contengo

paleontologici dolori

sentimenti come
antichi organismi marini

rimasti negli strati
delle roccie sulle mie coste

A te

che con i miei corali
mi fai una collana preziosa
cosí divento bella

A te

che mi porti sempre
a guardare il mare

che mi dai la calma
di cui ho bisogno
nei giorni di tempesta

©hebemunoz

venerdì 19 ottobre 2018

ZARPAR /// SALPARE

Se me deslizó la noche

en el río de tus ojos

cual barquito de papel

No fué ni por un instante

el amor maltratado

a darse por vencido

En medio de la oscuridad

se levantó imponente

Zarpó desde tus pestañas

que conocen  del descanso

sobre las riberas de tus mejillas

Y yo

sabiendo que era un destino cierto

zarpé con él y contigo

©hebemunoz

( TRADUZIONE IN ITALIANO)

Mi é scivolata la notte

nel fiume dei tuoi occhi

quale barchetta di carta

Non é stato

nemmeno per un instante

l'amore maltrattato

ad arrendersi

In mezzo alla oscurità

si alzò imponente

Salpó dalle tue ciglia

che conoscono del riposo

sulle sponde delle tue gote

Ed io

sapendo che era un destino certo

salpai con lui e con te

©hebemunoz

sabato 13 ottobre 2018

VOI CHI

Non ho niente a che vedere
con chi

ha fatto della ipocrisia
un vestito di tutti i giorni

ha lo sguardo desertico
sbiadito dal trucco

dietro alla sua voce
nasconde angoli di ghiaccio

Io non c'entro niente
con chi

nasconde i propri errori
per dopo fare strage
delle anime incaute
che gli sfiorano

Vendetta assurda
contro innocenti

Se tradice e poi
giustifica la doppiezza

se non sa tendere una mano
nè alzare entrambi verso il cielo

stabilirò
una distanza di sicurezza

perchè una cosa è
il volo
ed un'altra
la caduta libera annunciata

Suicidio della gioia

Lontani da me
tossici dipendenti

della rabbia

del risentimento

di tutto ciò
che uccide la purezza

Statemi lontano
quelli Chi

perchè

io sono quella che

piange e si dispera
di fronte alle salme
dei più deboli

ride forte
nella giostra dei sogni

rimane sorretta
a certi silenzi
senza misura

abbraccia stretto
come un atto di pace
con il mondo e
con se stesso

sbatte la porta in faccia
alla bassezza d'anima

sorride all'alba
di ogni giorno nuovo

saluta grata
l'orizzonte del tramonto

ama

vive

scrive

Nella mia imperfezione

cerco di capire il gesto vitale

cado mille volte
e due milla mi rialzo

prego per fede
in attesa della Luce

Voi Chi

che
vi muovete come le ombre

statemi alla larga

©hebemunoz

mercoledì 3 ottobre 2018

ROTA

Me están
doliendo los ojos
de tanto ver
sangre e injusticia

Me duelen los oídos
de tanto escuchar
verbo de muerte y violencia

Me duelen las manos
fracturadas de impotencia

Me duele
el niño roto
el anciano solo
las madres huérfanas de hijos
y los hijos lejos

la Patria gritando libertad
y el grito mismo
ahogado en las gargantas
de los hombres en la Tumba

Hace daño
mucho daño
la ceguera testaruda
de aquellos que
aún estando de frente al mar
dicen que allí no hay nada

Duele el miedo
que vive en los ojos
de esos seres que huyen
del frío y del hambre

peces sin mareas
pájaros sin cielo
caminantes sin camino

Cuanto me duele
esta noche oscura
de la humanidad insomne

Soy un origami del dolor
colgado al viento
de las tempestades de estos tiempos

©hebemunoz

martedì 25 settembre 2018

IL TUO NOME SI SCRIVE CON LA E DI ETERNO

Ti ho portato dei fiori
in modo tale che

quando dal tuo volo infinito
guarderai qua giù

vedrai un giardino
in mezzo alle tue parole

Anch'esse sbocciate
dai semi che hai sparso
nel cuore di molti

Non muore mai
chi dimora

nelle curve soavi
nelle linee dritte
delle lettere abecedate

disordinate con genialità bambina

nei sospiri virgolati
nel punto e a capo delle idee
nel punto finalmente sospeso
che hanno tutte le speranze

Abita negli occhi
di chi ha letto nelle sue emozioni

abita nelle orecchie
di chi ha navigato
tra le onde della sua voce

È cittadino fiero
di in una Terra Libera

Tu

poeta

è proprio lì
dove hai la tua casa

nell'incontro aperto
nel pellegrinaggio della memoria

nell'immortale mistero
del sorriso Monna Lisa

Ti ho portato dei fiori

a te

che hai un nome
che si scrive con la E di eterno

ad un luogo alberato
dove potersi sedere
e leggere
tra le foglie
che hai staccato e
lasciato cadere
per non farle avere
mai un autunno

È arrivato il tuo tempo
di solo Primavera

©hebemunoz

lunedì 24 settembre 2018

DORME ACCANTO A ME /// DUERME A MI LADO

L'uomo che amo

dorme accanto a me


Apre la notte ai sogni

mentre le sue palpebre

tramontano 

nell'orizzonte smeraldo

dei suoi occhi


Quello che rimane del mondo è

un oscurato ricordo


dello scandalo cromatico

che fa il giorno tutto il giorno


della foglia al vento

del vento al sole


della luna 

senza trucco

che sa di essere bella


della somma dei pensieri

in fila per un attimo di gloria

in questa gara del vivere


L'uomo che amo

dorme accanto a me


spalanca il silenzio


con la forza di chi


ha le parole in un pugno

e che 

dona un nome ad ogni cosa


di chi tace

per ascoltare


l'eco dei passi

che fanno le stelle in viaggio


le carezze mute 

della brezza tra i capelli


il costante movimento

delle maree in danza


Nel suo viandare

distende le braccia

in dono sacro alle mie sponde

facendosi spiaggia 

sul mio petto


Assiolo 

che nel suo volo

strappa alla ragione

dimensioni conosciute


di una città 

amante dei secoli

dei pioppi e delle colombe


del Duomo e

di quella finestra

che lo guarda immobile

mentre canta campane


L'uomo che amo

mi viene a prendere

dalla insonnia delle mie ombre

dal mio angolo oscuro


Lui sa 

che sono anche quella


un fiore di notte 


Torna ad essere


un paese

la sua schiena


alberi frondosi

le sue gambe


e le sue mani


mani di pane caldo


per il caffè del risveglio


accanto all'uomo che amo


©hebemunoz


(TRADUCCION EN ESPAÑOL)


El hombre que amo

duerme a mi lado


Abre la noche a los sueños

mientras sus párpados

atardecen

en el horizonte esmeralda

de sus ojos


Lo que queda del mundo

es un recuerdo  ensombrecido 


del escándalo cromático

que hace el día todo el día


de la hoja al viento

del viento al sol


de la luna 

sin maquillaje

que sabe que es bella


de la suma de los pensamientos 

en fila por un momento de gloria 

en esta carrera del vivir


El hombre que amo

duerme a mi lado


Abre de par en par el silencio


con la fuerza de quien

tiene las palabras en un puño

y dona 

un nombre a cada cosa


de quien calla

para escuchar 

el eco de los pasos

que hacen las estrellas viajeras  


las caricias mudas

de la brisa entre los cabellos


el movimiento constante 

de las mareas cuando danzan


En su andar  


extiende sus brazos 

como un don sagrado para mis orillas 

haciéndose playa

sobre mi pecho  


Autillo


que en su vuelo 


le arranca a la razón

dimensiones conocidas


de una ciudad 

amante de los siglos 

de los àlamos y de las palomas


de la Catedral y

de aquella ventana 

que la observa inmóvil

mientras canta campanas 


El hombre que amo

me viene a buscar 

a mi insomnio  de las sombras 

a mi ángulo de oscuridad 


Él sabe

que también soy eso


una flor nocturna 


Vuelve a ser 

un pueblo su espalda


árboles frondosos

sus piernas 


y sus manos


manos de pan caliente


para el café del despertar 


al lado del hombre que amo


©hebemunoz