giovedì 29 giugno 2017

TI DICO NO



Anche se

pestata
violentata
minacciata
morsa nel profondo
colpita su tutti i fianchi
e sui fianchi

con le tue pietre
faccio un muro

ti rinchiudo dentro

Mi sono leccata
tutte le ferite

quelle che mi hai fatto

con i tuoi pugni chiusi
con la tua boca aperta
con i tuoi occhi infuocati

Queste mie mani
raccolgono il mio cuore torturato

Cullo il dolore
con un canto d'anima

Le paure buie
le lacrime fiumate
i lividi nascosti sotto il trucco
e tra un sorriso

Sono tutte cicatrici
che porto con me

Sulle mie ginocchia
insanguinate
mi alzo in piedi

Dico Si
a me stessa

Tremando

ti denuncio al mondo
ti punto con il dito

Tu non sei un uomo

questo non è amore

Volo via
lontano da te

mi faccio coraggio

Salvo me stessa

Addio

hebemunoz©24.11.2014
















NON SI E' FERMATO QUEL TRENO /// NO SE DETUVO AQUEL TREN



Non si é fermato quel treno

sino ad arrivare
all'appuntamento

che con l'amare
avevamo io e te

T' ho visto

per la prima volta

dopo non so quanti gradini
che salivano
verso il battito del cuore

Parma non era la stessa

si era vestita di sole

per accogliere
i nostri primari sguardi

Lei è diventata nostra

La Città d'oro
le margherite del Parco Ducale
il silenzio dei Giardini di San Paolo
la carezze della brezza sul Lungoparma

chinati davanti a noi

Verdi
scrisse

di quel bacio rubato
vinto all'attesa
di calendari chiusi

una marcia trionfale 

Si aprì il sipario
della vita

quando in un unico richiamo

le campane del Duomo
annunciarono al cielo
delle nostre mani intrecciate

attraversando

paure
lenzuola
e albe

Era un campo fiorito 
quella stanza
che profumava d'Uno

Apro gli occhi e ci sei

Siamo oltre insieme

oltre la notte ed il giorno
e così giorno dopo giorno

oltre ogni parola
con i sui silenzi tra parentesi

oltre la possibilità di una negazione

Siamo ormai
oltre torrente

e tutto ci appartiene

hebemunoz©29.06.2017


(TRADUCCION EN ESPAñOL)


No se detuvo aquel tren

hasta que llegó

a la cita con el amar
que tenìamos tù y yo

Te vi

por primera vez

después de no sé cuantos escalones
que subían
hacia el latir del corazón

Parma no era la misma

se había vestido de sol

para recibir
nuestras primarias miradas

Ella fuè nuestra

La Ciudad de oro
las margaritas del Parque Ducal
el silencio de los Jardines de San Pablo
las caricias de la brisa por el Largoparma

inclinados delante de nosotros

Verdi
escribió

sobre aquel beso robado
ganado al esperar
de los almanaques cerrados

una marcha triunfal

Se abriò
el telón de la vida

cuando en una único llamado

las campanas del Duomo
anunciaron al cielo
de nuestras manos entrelazadas

atravesando

miedos
sábanas
y auroras

Era un campo florido

aquella habitación
que perfumaba de Uno

Abro los ojos y estás

Estamos del otro lado juntos

del otro lado de la noche y del día
y asì día tras día

del otro lado de cada palabra
con sus silencios entre paréntesis

del otro lado de la posibilidad de una negación

Estamos ya
del otro lado del torrente

y todo nos pertenece

hebemunoz©29.06.2017