venerdì 8 maggio 2026

GREMBO SEGRETO DELL'INESORABILE

  

Grembo segreto dell’inesorabile

abitato da occhi d’aurora

dove si piega il silenzio in muto desiderio

 

chiamalo piano

 

come si chiama il primo cielo

 

vorrei

 

Vorrei essere suono senza catene

una nota caduta dalla fronte della luna

un respiro d’arpa nella gola del mattino

il tremito che precede il nome delle cose

la sillaba d’acqua che sveglia le pietre

 

Vorrei essere un colore

 

non uno soltanto

 

essere il passaggio tra due ferite di lampo

 

l’azzurro che

si scioglie nell’oro delle messi

 

il rosso

che resta sulle mani del tramonto

 

 

il verde

profondo

che prega nei muschi

 

Vorrei essere un sapore                                                                  

 

l’aspro miele

delle attese custodite

 

la neve

sciolta sul labbro dell’infanzia

 

il frutto che matura nel buio della pazienza

 

il pane caldo diviso fra due solitudini

 

Vorrei essere un gesto

minimo e immenso

 

una foglia che cade

nel raccontare la sua storia al mondo

 

la mano che non possiede e pure consola

 

la curva del corpo che si china sull’ombra

e vi accende una piccola lampada

 

Vorrei essere

 

una mendicante di stelle sulla soglia del pensiero

 

una che ascolta il roveto in profonda rinascita

che entra nel mistero a piedi nudi

e chiama sapienza il proprio stupore

 

Vorrei essere una che ama e basta

 

senza bilance

senza specchi

senza riserva

 

così come la pioggia quando ama i campi

 

il vento quando scioglie i veli del porto

 

la notte

il seme boreale che ancora non si vede

 

Questo canto

 

incompiuto

tenace

 

non finisce

non si chiude

 

non obbedisce alla fine

 

è poema e ferita

 

lingua sul cielo di ogni bocca

una porta socchiusa nel muro del tempo

un nome che continua a nascere

 

È in un vorrei che il cuore si perpetua

 

Vedi

 

la sorgente che ignora la propria sete

 

quella fiamma che si alimenta di buio

 

un cielo quando si apre oltre il cielo

in un tappetto di stelle

senza possederle

 

Lo guardo da questa riva di carne e domanda

 

cerco il riflesso delle antiche partenze

nel suo volto che muta come l’acqua

 

Hai mai

voluto davvero

fino a tremare di luce e di mancanza

 

Vorrai ancora

quando il giorno avrà spento i suoi vessilli

quando le mani saranno colme di cose perdute

quando persino il ricordo avrà freddo

e il tempo sembrerà una stanza senza finestre

 

O forse avresti voluto

una stagione che non seppe trattenerti

 

Potresti volere adesso

 

in questo punto vivo

 

qui

dove il dolore non è condanna

ma seme oscuro che prepara la rosa

 

un volere espresso

come se il destino avesse un chiavistello

come se la cenere fosse l’ultima lingua del fuoco

 

Eppure

nell’anima si posa una creatura lieve

una speranza piumata

minuta

in vin ci bile

 

Si avvicina senza rumore

 

fa il nido tra le crepe dell’essere

canta melodie senza parole

sfidando ogni tempesta

con il suo fragile petto

 

sapendo che

 

ogni uragano è soltanto passaggio

 

Sperantia

 

l’ho udita

nel paese più gelido del cuore

dove i sogni portavano ghiaccio

 

sui mari alieni dell’esilio interiore

dove la notte aveva denti di sale

 

e il cielo sembrava dimentico dell’uomo

 

Mai

 

nemmeno allora

 

quando il sangue si faceva preghiera muta

essa mi chiese una briciola di resa

 

Restò

cantando nell’osso

nella cenere dell’incendio tremante

 

una madre di vento

accanto al naufrago

 

Custodisci il tuo vorrei

come una stella necessaria

 

lascia che ti ferisca

ti apra

ti innalzi

 

Siamo incompiuti

 

ma dalle nostre fenditure

entrerà il bagliore capace di rifare il mondo

 

Se tutto vacilla

bisogna amare

 

amare ancora

amare oltre

  

innalzare un canto

anche spezzato

 

che diventi strada

 

alba

 

scintilla per altri occhi

 

che nel suo desiderio salvi i tempi

 

iniziando dall’oggi

Si todo tiembla

es necesario amar

amar aún más

amar más allá

levantar un canto

aunque esté roto

que se convierta en camino

alba

destello para otros ojos

que en su deseo salve los tiempos

empezando desde el hoy

 

© hebemunoz2026





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