Sul confine della mia esistenza
ai margini del rumore
per diseredare
la fretta distratta
e la mancanza di tatto così tanto lama
per bandire
la cattiva educazione dell'irrispetto
quel voler imporre le proprie convinzioni
come se quella fosse
l'unica maniera di abitare la terra
per esorcizzare
ogni modo di soccombere
alla disperazione dell'assenza
come se tutto fosse perduto
è la consapevolezza tonda
che i tempi infiniti dell'anima
non si lasciano intimidire
dalle lancette di orologi piegati
essendo essa così pellegrina
di sentieri diritti
È la certezza del ciclo immutabile
della rinascita dell'innocenza
in ogni terra fertile
dal grembo luminoso
che genera nel profondo
la sottile fragilità
di cui sono fatte
tutte le cicatrici
testimonianze autentiche
del coraggio immutabile
di molte guerre vinte
Mi alzo in piedi
per onorare le mani aperte
che arano il campo bianco
di un foglio di carta
e per ringraziare l'albero
per la sua morte trasmutata
in dimora delle parole
e per la sua vita vegetale
che accoglie l'inchiostro
quando trema
l'uccello umano senza nido
Sul confine della mia esistenza
ai margini del rumore
mi alzo in piedi
©hebemunoz