venerdì 23 ottobre 2026

ME PONGO DE PIE | MI ALZO IN PIEDI

Al borde de mi existencia
al margen del ruido 

para desheredar
la prisa desatenta
y la falta de tacto tan daga

para desterrar
la mala educación del irrespeto
en el querer imponer convicciones
como si esa fuera 
la única forma de estar en la tierra

para exhorsisar
toda manera de sucumbir 
ante la desesperación de la ausencia
como si todo estubiera perdido

es la conciencia redonda 
de que los tiempos infinitos del alma
no se deja intimidar 
por agujas de relojes doblados 

siendo ella tan peregrina 
de caminos rectos 

es la certeza del ciclo invariante
del renacer de la inocencia 
en toda tierra fértil 
de vientre luminoso
que gesta en lo profundo 
la sutil fragilidad 
de la cuál están hechas 
todas las cicatrices 

testimonios fehacientes 
del coraje inmutable 
de muchas guerras ganadas

Me pongo de pie
para honrar las manos abiertas
que aran el campo blanco 
de una hoja de papel

y para agradecerle al árbol 
por su muerte tramutada
en hogar para las palabras
y su vida vegetal 
que acoje la tinta
cuando tiembla 
el pájaro humano sin nido 

Al borde de mi existencia 
al margen del ruido 

me pongo de pie 

©hebemunoz

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Sul confine della mia esistenza
ai margini del rumore

per diseredare
la fretta distratta
e la mancanza di tatto così tanto lama

per bandire
la cattiva educazione dell'irrispetto
quel voler imporre le proprie convinzioni
come se quella fosse
l'unica maniera di abitare la terra

per esorcizzare
ogni modo di soccombere
alla disperazione dell'assenza
come se tutto fosse perduto

è la consapevolezza tonda
che i tempi infiniti dell'anima
non si lasciano intimidire
dalle lancette di orologi piegati

essendo essa così pellegrina
di sentieri diritti

È la certezza del ciclo immutabile
della rinascita dell'innocenza
in ogni terra fertile
dal grembo luminoso
che genera nel profondo
la sottile fragilità
di cui sono fatte
tutte le cicatrici

testimonianze autentiche
del coraggio immutabile
di molte guerre vinte

Mi alzo in piedi
per onorare le mani aperte
che arano il campo bianco
di un foglio di carta

e per ringraziare l'albero
per la sua morte trasmutata
in dimora delle parole
e per la sua vita vegetale
che accoglie l'inchiostro
quando trema
l'uccello umano senza nido

Sul confine della mia esistenza
ai margini del rumore

mi alzo in piedi

©hebemunoz


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