domenica 19 luglio 2026

E FU COSÌ


E fu così che mi trovasti

adagiata nel nido dei miei versi
dove il silenzio custodiva
le piume più fragili dell'anima

Il tuo cuore mi lesse


palpito dopo palpito


decifrandone il bagliore
ad ogni affiorata alba di parole 

baciando  l'orizzonte

Sfiorasti le mie impressioni
abbracciasti le mie certezze
con il respiro accelerato 
di chi conosce la fatica della salita 

e giunto alla vetta

non conquista
ma contempla

Ti lessi anch'io di vero

Fu allora
che tra le nostre rive
nacque un ponte di voce e di intesa


non pietra né legno lo sorreggevano


ma il canto invisibile delle Muse
che intrecciavano i nostri destini
con fili di vento e di infinito

Da quel giorno
la poesia non ha più abitato 

soltanto le pagine nostre

scritte 

a mano tremante

a lacrime di mare in tempesta 

digitate su schermi piatti di luce fredda

Ha imparato il passo dei nostri giorni
ha acceso dimora nei gesti
ha trovato casa nei silenzi condivisi
nel coraggio di restare
nella verità di ogni sguardo

E noi continuiamo a imparala

sembriamo il mare quando contiene la luna
senza mai possederla 

godendo del suo averla in sé 

illuminata 

ondeggiante 

presente

 
sapendo che è proprio quella sete
a renderci vivi

Perché la poesia


prima ancora di essere parola


è il modo in cui due anime
si riconoscono
si custodiscono
e scelgono ogni giorno
di farsi luce l'una per l'altra

©hebemunoz2026